Retail Time – ripensare il punto vendita in tempo di crisi

Oggi presso l’Ascom di Bologna abbiamo tenuto un seminario sul Retailing, in particolare sull’importanza strategica del punto vendita e di come sia necessario, soprattutto in tempi di crisi in cui la “selezione naturale” degli operatori si fa intensa, ripensare al proprio modello di business Retail.

Proprio quando ci sono le crisi, è fondamentale prendere una decisione: farsi travolgere dall’onda o cavalcarla. I tempi oggi sono cambiati ad un ritmo così veloce che chi si ferma è perduto. Il coraggio di cambiare, di rimettersi in discussione, di non dare per scontato nulla ma di rimanere curiosi e di investire sul proprio futuro sono fattori-chiave per non solo sopravvivere ma anche per sfruttare il momento.

I casi di successo in tempi di crisi non mancano: da Eataly, che ha rivoluzionato la distribuzione alimentare organizzata introducendo un modello completamente opposto a quello massificato della Grande Distribuzione, in realtà creando una catena ma dai sapori tradizionali; a Nespresso, che proprio in un momento di crisi ha rivoluzionato il nostro modo di consumare il caffè ma soprattutto di acquistarlo, creando delle vere e proprie boutique del caffè a prezzi non certo da crisi. Ma abbiamo citato anche tante realtà locali, da Colazione da Bianca a Scout, da WP Store a So Sushi, da Tezuk a L’Inde Le Palais, per dimostrare che, quando c’è una strategia di creazione di una chiara identità d’insegna, il consumatore sceglierà il punto vendita prima ancora che il prodotto. Il negozio si è ormai trasformato inesorabilmente da contenitore di prodotti a luogo d’esperienza, e solo chi è in grado di comprenderlo riuscirà ad essere il retailer di domani.

Abbiamo poi parlato del Retail Mix, di tutti quegli elementi che dobbiamo rendere coerenti con la nostra identità Retail affinché l’esperienza sia completa: dalla scelta della location al layout, dal personale di vendita alla comunicazione tutto deve essere coerente perché tutto contribuisce a creare la nostra carta d’identità. E delle nuove tecnologie, che permettono non solo di dimostrare ai propri clienti di essere al passo con loro, ma anche per le innumerevoli opportunità che offrono per allargare il proprio business.

E per concludere il seminario abbiamo utilizzato le parole di T. Levitt:
“La differenza tra vendere e fare marketing è che vendere significa disfarsi di quello che avete, mentre fare marketing significa avere ciò che la gente vuole”.

Annamaria Cofano

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Retailing dell’abbigliamento in tempo di crisi

Il retail dell’abbigliamento in tempi di crisi si reinventa. Non si vende più?

Pazienza.

Si torna al baratto, che per essere glam si ribattezza “swap”; in Italia, sulla scia di Manhattan, fioccano gli swap party).
Oppure si torna, come per lo smoking di un tempo, al noleggio: come la showroom Mamodà a Roma).
La crisi è comunque un’opportunità per chi sa essere creativo e pensare “out of the box”. Basti vedere quello che ha fatto Eataly nella ristorazione.
Happy New Shopping!
Annamaria Cofano

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Retail Reloaded – si inaugura un ciclo di eventi sul Retail a Bologna

Dopo anni di convegni un po’ ingessati, in abito formale, in location formali, con format formali, abbiamo deciso che era arrivata l’ora di pensare ad un evento sul Retail – tema molto “caldo” nei settori ad alta componente emozionale – un po’ fuori dagli schemi, per aiutare la mente a liberarsi dalle infrastrutture che limitano il nostro pensiero quando siamo tra le quattro mura dell’ufficio e lasciarla libera di guardare la nostra strategia retail in modo critico, senza pregiudizi.

Per questo abbiamo deciso prima di tutto di farlo a Bologna, città multiculturale e da sempre terreno fertile di idee senza schemi; inoltre una gran parte della nostra manifattura è localizzata nel nord-est, quindi perché doversi spostare sempre per parlare di temi di proprio interesse?

Poi abbiamo pensato di dare un taglio “all’emiliana”: parliamo di business, di fattori-chiave per avere successo sul Retail, ma perché non rendere la giornata anche stimolante attraverso tutti i 5 sensi, unendo arte, musica e buon cibo? Per questo, abbiamo deciso di svolgerlo al MAMBo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna, dove a metà giornata, subito dopo il pranzo a buffet, andremo a visitare la mostra accompagnati dalla guida del museo, per poi riprendere, con le menti ancora più rilassate, i temi della sessione pomeridiana. Per poi concludere, a chiusura lavori, con una sessione di musica dal vivo presso l’Ex Forno adiacente al Museo.

Infine gli argomenti in agenda: poca teoria e tanta pratica, accompagnando ciascun intervento da parte di esperti del settore con una testimonianza aziendale, che renderà il tutto più concreto e d’ispirazione per i partecipanti. E non più di 45 minuti per ciascun argomento, tra introduzione e testimonianza.

Perché non c’è niente di peggio della noia per stroncare la fantasia.

L’evento è a numero chiuso, data la location. Pertanto è necessario registrarsi quanto prima collegandosi alla pagina: http://www.eventbrite.com/event/3936570388?ref=ebtn

Vi aspettiamo quindi mercoledì 17 ottobre per inaugurare un ciclo di eventi che vedrà Bologna protagonista dell’innovazione @ Retail.

Buona giornata.

Annamaria Cofano

La città preferita per lo shopping europeo?

Interessante l’indagine condotta da Globe Shopper tramite The Economist Intelligence Unit, che ha elaborato un indicatore di preferenza tra le città dello shopping in Europa.

Al primo posto indovinate chi c’è? Ovviamente Londra.
Al secondo?
E in Italia chi vince? Milano?

Date un’occhiata:
http://www.globeshopperindex.eiu.com/
Cliccate su index nel menù e vedrete il ranking.

L’indice misura l’attrattività di 33 città europee come mete per lo shopping, assegnando un punteggio in base a criteri tra cui i negozi disponibili, la convenienza, gli hotel, i trasporti, la cultura e il clima.

Un indicatore non solo per decidere dove andare il prossimo weekend, ma anche per le aziende, per valutare con qualche elemento in più le location per le aperture dei propri negozi in un processo di espansione all’estero.

Annamaria Cofano

Excelsior, stasera inaugurazione

Stasera, alle 18:00, è iniziata l’inaugurazione del tanto atteso (ne avevo parlato in un post il 27 marzo) mega-store del lusso targato Coin, l’Excelsior.

Un’iniziativa che riporta agli antichi splendori i 5000 mq ed i 6 piani di questo storico edificio, una volta cinema della borghesia milanese, oggi ridisegnato dall’architetto Jean Nouvel, per ospitare le griffe più esclusive della moda.

Sotto la direzione artistica di Antonia Giacinti, titolare della famosa boutique Antonia, per l’area moda e design, non potrà che diventare una meta dello shopping a Milano.

La pasticceria Ladurée garantisce una deliziosa pausa ristoratrice tra un acquisto e l’altro.

Una strategia a tre livelli per il gruppo Coin (http://www.gruppocoin.it/): dall’entry level con OVS Industry ed Upim (entrambi rilanciati), al medium range con Coin fino al luxury con l’Excelsior.

Ecco alcune foto dell’inaugurazione.

Annamaria Cofano

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A proposito di Australia: è arrivata anche Zara

Come scrivevo il 7 aprile nell’articolo sul nuovo Eldorado del lusso, l’arrivo di Zara dopo i brand del lusso testimonia come l’Australia sia definitivamente confermata come la nuova destinazione della moda.

Il 19 aprile ha aperto nel centro commerciale Westfield, 1830 mq su 3 piani, con code che hanno iniziato ad accumularsi nella notte – sono arrivati da diverse zone dell’Australia – per essere i primi a varcare la soglia della più grande “boutique” di moda degli anni 2000 (le foto dell’apertura);  nelle prossime settimane sbarcherà anche a Melbourne, in Burke Street.

Annamaria Cofano

Fine dei mega-store globali?

Qualche giorno fa è stato, guarda caso, annunciato un nuovo format per il restyling di Sturbucks a Covent Garden, Londra: per rispetto all’identità propria di quest’area mitica della città, Starbucks rinuncia al suo format standard e ne inaugura uno, per così dire, “tailor-made”. Poca brandizzazione, maggiore discrezione ed identificazione con lo stile del quartiere (vd: http://www.gdoweek.it/articoli/0,1254,44_ART_3488,00.html).

Ora pare che questa nuova filosofia retail stia contagiando il mondo del Fashion Luxury.

Ad una conferenza di qualche giorno fa, infatti, l’architetto Eric Carlson, che collabora con il gruppo LVMH, ha dichiarato l’intenzione di abbandonare i mega-store uniformi e standardizzati, che fino ad oggi sono stati portabandiera (appunto, flagship) dei valori del brand in tutto il mondo, e di puntare su una maggiore intimità degli spazi, in modo da far sentire i clienti quasi a casa propria. Il nuovo trend è quindi quello di offrire uno spazio per la lettura, uno per bersi un the, uno spazio relax insomma; non più aree di vendita dagli spazi sconfinati ma dividere il negozio in vere e proprie “stanze” come in un appartamento (da questo punto di vista, il concept store L’Inde Le Palais di Bologna ha fatto scuola), insomma mettere finalmente il cliente a proprio agio, laddove spesso, quando si entra in questi templi immensi, ci si sente in soggezione e si rimane inibiti. Naturalmente, aggiungerei, occorre che anche il personale cambi atteggiamento, e passi dall’algidità superba che spesso contraddistingue questi negozi ad un approccio più accogliente, più caldo.

Evviva questa nuova rotta, che ho sempre sostenuto anche quando la standardizzazione del retail sembrava l’unica via per i megabrand!

Potete leggere gli approfondimenti su: http://it.fashionmag.com/news-155474-Flagship-il-lusso-comincia-a-desiderare-piu-intimita

Annamaria Cofano