Primi segnali di crisi anche nel lusso?

Dopo un lungo periodo in cui il comparto del lusso sembrava immune alla crisi economica che vede tirare la cinghia a tutti gli altri mercati, arrivano i primi segnali di allarme.
Caduta libera in borsa per i titoli del lusso in Italia e in Europa, partendo da Burberry seguito a ruota da altre griffe, fino all’inossidabile Luxottica, altro baluardo dell’anticrisi.
Quali i motivi dietro questa inversione di tendenza? L’onda lunga della contrazione dei consumi della classe media è arrivata così in alto da intaccare le risorse della classe alta oppure un cambiamento di costume?
http://m.it.fashionmag.com/news-279415-Borsa-Milano-il-lusso-perde-terreno-sulla-scia-negativa-di-Burberry

Annamaria Cofano

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Il rapporto tra gli Italiani, la moda ed il Made in Italy

La Camera Nazionale della Moda italiana ha commissionato una ricerca alla società ISPO: “GLI ITALIANI, LA MODA E IL MADE IN ITALY”.

La ricerca si è svolta attraverso una modalità mista quali-quantitativa (sondaggio su un campione rappresentativo della popolazione, focus group ed interviste individuali ad 11 opinion leader del settore).

Riporto i principali risultati della ricerca (tratti dal sito della Camera Nazionale della Moda):

  1. Moda è cultura, in quanto capace di descrivere un’epoca
  2. Moda è divertimento ed evasione, perché permette di giocare ed inventare (Il 49% degli intervistati ha dichiarato che la moda è importante nella propria vita, è fonte di gioia, felicità, benessere)
  3. Moda è eleganza e bellezza, in quanto rimanda alle modelle ed ai canoni di bellezza da loro rappresentati
  4. Moda è elitarietà e status symbol (anche se riconosciuta la sua migrazione a fenomeno democratico, per il 78% degli intervistati la moda è un biglietto da visita)
  5. Moda è benessere: uno strumento di espressione del proprio stare bene e della sicurezza in se stessi, che si riflette sull’immagine che si mostra agli altri

I grandi marchi sono amati e ne viene riconosciuto il valore in termini di immagine e qualità, ma il consumatore si è dimostrato maturo nel suo approccio alla moda: una percentuale compresa tra il 78% e il 79% ha dichiarato che preferisce cambiare spesso marchio e valutare brand e posti diversi per cercare cose nuove (sia per l’abbigliamento, sia per gli accessori). L’ESSERE ALLA MODA è strettamente connesso con lo STARE BENE CON SE STESSI.

Solo i più giovani sentono ancora forte la necessità di rispondere alle aspettative altrui e di riconoscersi proprio nell’adeguarsi a modelli presenti all’interno del gruppo sociale. Infatti i luoghi d’acquisto più ambiti restano i negozi monobrand per il 52% dei giovani di 18-25 anni, contro il 40% del totale intervistati.

In sintesi, la moda ha ormai assunto “un ruolo ha che fare con il sentire più che con l’apparire” (Mannheimer, ISPO). I consumatori riconoscono alla moda un valore emozionale.

E il MADE IN ITALY?

Per gli Italiani Made in Italy è sinonimo di qualità nei tessuti e nella manodopera, una garanzia di qualità e sicurezza, uno stile che dura nel tempo.

Pur riconoscendo che il Made in Italy sta vivendo un periodo di fragilità, assediato dalla competizione manifatturiera di altre aree del mondo, per gli Italiani il Made in Italy garantisce valori unici non replicabili.

Made in Italy versus Made in China: dalla qualità dei materiali, alla durata dei prodotti, alla creatività e alle tendenze, il Made in Italy è sempre nettamente preferito, ma a patto che le etichette non nascondano in realtà un pre-lavorato estero che poi venga finalizzato in Italia.
Gli intervistati hanno dimostrato una forte antipatia per la poca chiarezza di marchi che si dichiarano portatori di stile Made in Italy e poi producono all’estero.
Di fronte a un prodotto Made in China realizzato con qualità pari a quella italiana, ma con maggior convenienza di prezzo, le preferenze vanno per il Made in China.
Un’ulteriore dimostrazione che il consumatore è attento, cosciente, pronto a recepire le novità del mercato: una vera e propria chiamata alle armi per un Made in Italy che nel comparto fashion deve ritrovare gli stimoli e la capacità di dar forza ai valori della tradizione qualitativa e stilistica italiana.

Sul sito della Camera Nazionale della Moda potete trovare (e scaricare) la presentazione della ricerca in pdf.

Annamaria Cofano