Steve Jobs: fashion inspiration – FT.com

Un’interessante lettura del contributo di Steve Jobs al mondo della moda: perché nessuno stilista avrebbe mai pensato di creare accessori o firmare edizioni speciali di un banale telefono cellulare o personal computer; e perché, come nel fashion, si sia scatenata l’ossessione per l’ultimo modello, e la dinamica dell’oggetto del desiderio da esibire per sentirsi “alla moda”; e ancora perché i negozi Apple hanno indicato la strada della retail esperience ricercata oggi dai Brand della moda:
http://www.ft.com/intl/cms/s/2/b36c6690-f336-11e0-8383-00144feab49a.html#axzz1bMNyEYYc

Annamaria Cofano

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Weibo, il social network per i luxury brand in Cina

Paragonabile al “nostro” Twitter, Weibo è il social network “qualitativo” di stampo cinese, che sta diventando la piattaforma di comunicazione e coinvolgimento online per i principali influencer e brand del lusso.
Al pari di Twitter, il maggior numero di followers riescono ad accaparrarselo le persone – gli influencers appunto – più che i brand con il loro profilo istituzionale, segno della maggiore sofisticazione del target di questi social network.
A differenza di Facebook e del suo corrispondente Tencent, che sono più “quantitativi”, meno selettivi, Weibo riesce a coinvolgere designers, giornalisti, direttori creativi, redattori, che sono in grado di trasmettere contenuti interessanti più di quanto possa fare un’azienda.
Weibo sta diventando un’utile strumento quindi per creare brand awareness da un lato (i principali brand del luxury sono già presenti: Gucci, Chanel, Burberry, che hanno seguito Louis Vuitton, pioniere del mondo occidentale in questo social network) e coinvolgimento dall’altro, ma per ottenere quest’ultimo purtroppo il social network è solo uno strumento, non la soluzione. Occorre inserirlo in un piano di comunicazione integrato a 360°, per esempio utilizzarlo per un evento di brand come ha fatto Chanel.
Se si considera che le previsioni economiche dicono che entro il 2020 la Cina rappresenterà più del 40% del mercato globale del lusso e che gli utilizzatori internet stanno crescendo in modo esponenziale avendo già raggiunto quasi 500mila users, occorre muoversi per non arrivare ultimi.

Annamaria Cofano

Fine dei mega-store globali?

Qualche giorno fa è stato, guarda caso, annunciato un nuovo format per il restyling di Sturbucks a Covent Garden, Londra: per rispetto all’identità propria di quest’area mitica della città, Starbucks rinuncia al suo format standard e ne inaugura uno, per così dire, “tailor-made”. Poca brandizzazione, maggiore discrezione ed identificazione con lo stile del quartiere (vd: http://www.gdoweek.it/articoli/0,1254,44_ART_3488,00.html).

Ora pare che questa nuova filosofia retail stia contagiando il mondo del Fashion Luxury.

Ad una conferenza di qualche giorno fa, infatti, l’architetto Eric Carlson, che collabora con il gruppo LVMH, ha dichiarato l’intenzione di abbandonare i mega-store uniformi e standardizzati, che fino ad oggi sono stati portabandiera (appunto, flagship) dei valori del brand in tutto il mondo, e di puntare su una maggiore intimità degli spazi, in modo da far sentire i clienti quasi a casa propria. Il nuovo trend è quindi quello di offrire uno spazio per la lettura, uno per bersi un the, uno spazio relax insomma; non più aree di vendita dagli spazi sconfinati ma dividere il negozio in vere e proprie “stanze” come in un appartamento (da questo punto di vista, il concept store L’Inde Le Palais di Bologna ha fatto scuola), insomma mettere finalmente il cliente a proprio agio, laddove spesso, quando si entra in questi templi immensi, ci si sente in soggezione e si rimane inibiti. Naturalmente, aggiungerei, occorre che anche il personale cambi atteggiamento, e passi dall’algidità superba che spesso contraddistingue questi negozi ad un approccio più accogliente, più caldo.

Evviva questa nuova rotta, che ho sempre sostenuto anche quando la standardizzazione del retail sembrava l’unica via per i megabrand!

Potete leggere gli approfondimenti su: http://it.fashionmag.com/news-155474-Flagship-il-lusso-comincia-a-desiderare-piu-intimita

Annamaria Cofano

Finalmente un sito di fashion e-commerce anche per lui!

Net-à-Porter è uscita oggi con il suo nuovo sito www.mrporter.com, completamente dedicato all’uomo.

Non mi risulta che altri operatori abbiano già fatto una scelta simile, ma direi che va nella direzione giusta, visto che gli uomini sono stati i primi a familiarizzare con il web e con l’e-commerce, finora soprattutto per elettronica di consumo.

E sono sempre più fashion victim.

Welcome Mr. Porter!

Annamaria Cofano