Sei allo stadio? Google ti propone abbigliamento sportivo. La pubblicità basata sulle situazioni ambientali.

Google qualche giorno fa ha depositato il brevetto per un sistema di tracciabilità dei comportamenti degli utenti per proporre messaggi pubblicitari ad-hoc.
Fin qui niente di strano. La novità sta nell’utilizzo di sensori integrati sullo smartphone per la rilevazione delle situazioni ambientali: se il sensore rileva il classico rumore “da stadio” Google ti proporrà messaggi pubblicitari correlati alla tua attività del momento. E così per la temperatura ed altre informazioni ambientali utili per la personalizzazione del messaggio.

Questa è la nuova frontiera del Direct Marketing.

Leggetene di più:
http://pubbli.wordpress.com/2012/03/26/google-avvia-la-pubblicita-basata-su-condizioni-ambientali/

Annamaria Cofano

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Perché conviene diventare partner dei propri concorrenti

Un interessante punto di vista (che condivido) sulle opportunità che nascono quando si smette di pensare al “business as usual” (i concorrenti sono i nemici) e s’inizia ad innovare il mercato ed accrescere il proprio business con il pensiero laterale (i concorrenti possono essere utili ai miei progetti di crescita):

http://blogs.hbr.org/cs/2012/03/why_your_company_should_partne.html

Annamaria Cofano

Quali sono i Retail Brand più forti al mondo?

C’è più di un’agenzia di rating internazionale che stila una classifica dei Brand e delle Insegne (Retail Brand) più forti.

Ma cosa s’intende per Brand forte? Tecnicamente si parla di Brand Equity, cioè il valore che il brand ha agli occhi dei consumatori per tutta una serie di determinanti, dalla conoscenza della marca alla sua reputazione; a loro volta determinate dal mix di azioni che la Marca mette in campo attraverso il suo marketing mix, ma non solo (la reputazione di marca è influenzata anche dai comportamenti di un’azienda – ad esempio – verso i propri dipendenti; la reputazione è forse il connotato di Marca che oggi le aziende non devono assolutamente sottovalutare, vista la diffusione dei social network e la conseguente “viralità” delle informazioni). Nel caso del Retail, gli attributi del Brand sono fortemente influenzati da tutta una serie di elementi caratteristici di questo “media”, che vanno dal prodotto offerto al servizio e all’esperienza di marca che tali spazi offrono.

Tornando alle classifiche, una delle più accreditate è quella stilata da Interbrand, che ogni anno pubblica le migliori insegne seguendo alcuni criteri-chiave (oltre alla presenza nella distribuzione monomarca che rappresenti almeno il 50% del totale distribuzione: per questo ad esempio Apple non viene inclusa):

  • solidità finanziaria
  • capacità del brand di generare acquisti addizionali rispetto a quelli che verrebbero generati semplicemente dalla domanda di prodotto generico (la classica domanda è “le persone comprano da XXXXX perché il negozio è posizionato in una buona location o per l’insegna?”)
  • capacità del brand di generare reddito anche in futuro

Purtroppo l’Italia non è considerato un paese rilevante dal punto di vista retail, semplicemente perché qui non nasce nessuna catena di rilevanza internazionale, al contrario siamo da questo punto di vista territorio di conquista.

Vi invito a leggere il report 2012 che trovate a questo link: http://www.interbrand.com/en/BestRetailBrands/2012-Best-Retail-Brands.aspx

Un punto di vista diverso: http://brandirectory.com/league_tables/table/top-25-retail-brands-2012

Buona lettura.

Annamaria Cofano