TravelTime, innovazione per il settoreTurismo

RetailTuristico

Giovedì 19 settembre si è svolto, presso la sede Ascom di Bologna, il seminario TravelTime, nel quale abbiamo condiviso, insieme a circa 25 operatori del territorio, lo scenario macroeconomico del settore, i principali trend nei flussi turistici, nelle attività di comunicazione, nella progettazione degli spazi delle strutture ricettive.

A parlare a quest’audience qualificata, Marco Mibelli, CEO di Mec&Partners, Lucia Casadei, General Manager di PrescoPool, e Annamaria Cofano, la sottoscritta, in qualità di Docente e Consulente di Marketing e Retail.

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Abbiamo parlato di come stanno cambiando i flussi turistici nel mondo, con la crescita dell’incoming da paesi come India, Brasile e Cina; del sorpasso dei turisti stranieri in Italia rispetto ai nostri connazionali; e delle principali aree d’interesse da parte dei turisti provenienti dalle diverse parti del mondo, con una predominanza di visite a scopo culturale e d’arte, ma con un trend crescente nel turismo sportivo (soprattutto da parte di paesi del nord Europa, Germania in testa.

Dal punto di vista marketing, abbiamo condiviso cosa significa pensare in modo strategico quando si gestisce una struttura turistica. L’importanza di battezzare un posizionamento, unico e distintivo, dopo aver analizzato scenari di settore e trend dei consumi, concorrenti e target di clientela.
Grazie all’individuazione di questo posizionamento, il piano operativo di marketing viene da sé, come mix di accoglienza, prezzi, servizi annessi (ormai il wifi in camera è un must, ancora molto disatteso in Italia con grande disappunto dei turisti stranieri ormai abituati a trovare il wifi anche nel bar di periferia), comunicazione (che viaggia necessariamente online, generando coinvolgimento e quindi passaparola via web grazie ai social network, sia generalisti come Facebook sia di settore come Tripadvisor). Anche la distribuzione ormai non può non passare dal web: l’e-commerce vede proprio i servizi turistici tra i più venduti online, e il fatto che gli italiani siano il fanalino di coda in Europa non può frenare l’utilizzo di questo canale vista l’internazionalità della clientela.

Non va poi trascurata la sinergia con il territorio e le attività di marketing territoriale da esso generate. Un caso per tutti, l’attività della Regione Puglia tramite il suo sito dedicato al turismo, www.viaggiareinpuglia.it, i road-show organizzati in collaborazione con emittenti radiofoniche o con Lonely Planet, e tante altre attività coinvolgenti e notiziabili viralmente hanno fatto sì che le strutture ricettive del territorio beneficiassero di un incremento nei flussi che ha portato la Regione al secondo posto quest’estate nelle mete turistiche.
Fondamentale, per una struttura, sfruttare tutte le opportunità che il marketing territoriale offre, suggerendo pacchetti, itinerari a tema, visite guidate, eventi, e ogni altra fonte d’interesse dell’ospite.

Dal punto di vista progettuale, poi, è arrivato il momento di adeguarsi non solo a nuovi standard di ospitalità. Lucia ha sottolineato per esempio la progressiva riduzione del ruolo dell’apparecchio TV che finora era posizionato di fronte al letto, con la tendenza a collocare quest’ultimo di fronte alla finestra, per godere del panorama e della luminosità. Il bagno, prima confinato in uno spazio limitato e secondario, diventa sempre più protagonista e si integra nella camera, come luogo di relax e meno di servizio. Il minimalismo diventa lo stile conduttore, lasciando spazio all’esperienza, unica e indimenticabile, che rende una struttura di successo. Da qui, il ruolo sempre più importante della spa, delle aree comuni che dovrebbero aprirsi anche agli ospiti esterni per creare un’atmosfera più dinamica e cosmopolita, dell’area ristorazione che andrebbe rinnovata con maggiore frequenza per adeguarsi ai mutamenti di stili e consumi.

In conclusione, i trend nel settore e più in generale nei consumi e nelle modalità di accesso sono in continua evoluzione e le strutture alberghiere per la loro stessa natura devono aprirsi al mondo, ai cambiamenti, alle abitudini del turista globale, che sarà sempre di più tra i loro ospiti. Ripensare gli spazi, adeguare le politiche di comunicazione e di distribuzione, studiare i turisti che arrivano nel nostro paese sono tappe obbligate per la sopravvivenza prima ancora del successo.

Alla prossima.

Annamaria Cofano

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Retail Time – ripensare il punto vendita in tempo di crisi

Oggi presso l’Ascom di Bologna abbiamo tenuto un seminario sul Retailing, in particolare sull’importanza strategica del punto vendita e di come sia necessario, soprattutto in tempi di crisi in cui la “selezione naturale” degli operatori si fa intensa, ripensare al proprio modello di business Retail.

Proprio quando ci sono le crisi, è fondamentale prendere una decisione: farsi travolgere dall’onda o cavalcarla. I tempi oggi sono cambiati ad un ritmo così veloce che chi si ferma è perduto. Il coraggio di cambiare, di rimettersi in discussione, di non dare per scontato nulla ma di rimanere curiosi e di investire sul proprio futuro sono fattori-chiave per non solo sopravvivere ma anche per sfruttare il momento.

I casi di successo in tempi di crisi non mancano: da Eataly, che ha rivoluzionato la distribuzione alimentare organizzata introducendo un modello completamente opposto a quello massificato della Grande Distribuzione, in realtà creando una catena ma dai sapori tradizionali; a Nespresso, che proprio in un momento di crisi ha rivoluzionato il nostro modo di consumare il caffè ma soprattutto di acquistarlo, creando delle vere e proprie boutique del caffè a prezzi non certo da crisi. Ma abbiamo citato anche tante realtà locali, da Colazione da Bianca a Scout, da WP Store a So Sushi, da Tezuk a L’Inde Le Palais, per dimostrare che, quando c’è una strategia di creazione di una chiara identità d’insegna, il consumatore sceglierà il punto vendita prima ancora che il prodotto. Il negozio si è ormai trasformato inesorabilmente da contenitore di prodotti a luogo d’esperienza, e solo chi è in grado di comprenderlo riuscirà ad essere il retailer di domani.

Abbiamo poi parlato del Retail Mix, di tutti quegli elementi che dobbiamo rendere coerenti con la nostra identità Retail affinché l’esperienza sia completa: dalla scelta della location al layout, dal personale di vendita alla comunicazione tutto deve essere coerente perché tutto contribuisce a creare la nostra carta d’identità. E delle nuove tecnologie, che permettono non solo di dimostrare ai propri clienti di essere al passo con loro, ma anche per le innumerevoli opportunità che offrono per allargare il proprio business.

E per concludere il seminario abbiamo utilizzato le parole di T. Levitt:
“La differenza tra vendere e fare marketing è che vendere significa disfarsi di quello che avete, mentre fare marketing significa avere ciò che la gente vuole”.

Annamaria Cofano

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