Black Friday all’italiana

Così com’è accaduto per la festa di Halloween, anche il Black Friday è stato importato in Italia dagli USA. La festa originale, quella americana appunto, cade il giorno – venerdì – successivo al Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day). Negli USA, inaugura il periodo dello shopping natalizio, e registra volumi di vendita incredibili.

black fridayIn Italia, pur essendo una “festività” appena introdotta, ha avuto un’ampia risonanza e adesione. Hanno aderito negozi brick&mortar, ma il boom è stato nelle vendite on-line: solo Amazon ha registrato 600mila articoli venduti. Un’iniziativa che, nonostante non abbia alcuna radice nella cultura e nella tradizione italiana, evidentemente ha trovato terreno fertile da una parte nei retailers, che hanno bisogno di argomentazioni per effettuare delle promozioni, tanto necessarie in periodi di stagnazione e non solo; dall’altra parte nei consumatori, che grazie all’alibi dell’occasione, si sono sentiti autorizzati a darsi allo shopping anche in clima di austerity, anche con la possibilità di anticipare qualche regalo di Natale.

Quando il Cyber Monday?

Annamaria Cofano

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Black Friday da record: crisi archiviata?

I dati delle vendite retail generate durante il Black Friday negli USA hanno visto un vero e proprio delirio da shopping, con un incremento di oltre il 16% rispetto all’anno scorso. Qui trovate i dettagli:
http://it.fashionmag.com/news-217960-Black-Friday-da-record-in-USA-shopping-selvaggio-per-52-4-miliardi-di-dollari

Una notizia che mi fa venire in mente il delirio che qualche giorno fa ha investito migliaia di italiani che si sono messi in coda dall’alba in diverse città per accaparrarsi un piumino Napapjiri in vendita nei vari Coin a 10€ per sostenere una causa.
La folla era lì per un rigurgito di filantropia pre-natalizia o perché irresistibilmente attratta dall’occasione di shopping? Chi pensa che la folla fosse attratta dalla spesa irrisoria perché povera e bisognosa, dia un’occhiata alle immagini: signore col collo di pelliccia, uomini con addosso un piumino decisamente superiore a quello in vendita, ecc ecc:

http://m.repubblica.it/mobile/r/wrap/cronaca/2011/11/26/news/piumini_low_cost_code_dall_alba_anche_una_squadra_di_calcio_fa_la_fila-25643830/?ref=HREC1-8

Sembra evidente che, più che una maggiore disponibilità economica (o la minore nel caso dei piumini), qui conti la necessità psicologica, dopo due anni di rinunce, di godersi un po’ di sana e salutare (si fa per dire) auto-gratificazione da shopping.

Annamaria Cofano